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"RAFFAELE FACCIOLI"
(1845 - 1916)
Mostra antologica
Bologna - Palazzo di Re Enzo e del Podestà
11 novembre 2001 - 6 gennaio 2002

+ Sponsors e comitati

+ Foto

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+ Presentazione a cura di Marina Deserti

L’immagine più diffusa di Bologna, fra gli eruditi cittadini, deve moltissimo a quei miti che sorsero nella seconda metà del XIX secolo con la presenza in città di figure significative e prestigiose.

Basti ricordare, in quegli anni, l’attività in campo letterario di Giosuè Carducci, di Panzacchi, Pascoli, Bacchelli, propositori anche di una cultura postunitaria con sfumature neomedievaliste e neorinascimentali, fattivamente ricreate e concretizzate nel tessuto urbano da Alfonso Rubbiani, Edoardo Collamarini e Guido Zucchini.

Movimenti culturali ai quali, più o meno esplicitamente, si aggregarono artisti autorevoli. Si distinsero a Bologna per la creatività, gli scultori Carlo Monari, Massimiliano Putti, Diego Sarti e Pasquale Rizzoli ed i pittori Luigi Bertelli, Augusto Sezanne e Coriolano Vighi. Un contesto culturale al quale di recente i Musei Civici d’Arte Antica di Bologna hanno dedicato una mostra che ne metteva in risalto i caratteri peculiari nelle diverse espressioni artistiche: Aemilia Ars. Arts & Crafts a Bologna. 1898-1903.

E non è un caso che oggi a Raffaele Faccioli, artista e uomo pubblico della città, apprezzato in vita e carico di allori, venga posta una doverosa attenzione con l’esposizione di una nutrita e attenta selezione di dipinti, accolti presso gli spazi civici del Palazzo di Re Enzo e del Podestà.

Sono felice di aver favorito questa positiva collaborazione fra l’Assessorato alla Cultura e l’Associazione “Bologna per le Arti”, che con questa monografia dedicata all’artista, frutto del lavoro di Paolo Stivani, prosegue nella divulgazione di un patrimonio culturale cittadino non sempre adeguatamente conosciuto.

Un’iniziativa culturale che, oltre all’affettuoso omaggio all’artista, vuole confermare l’originalità dell’arte pittorica bolognese, che si distinse con alcuni autori di spicco dalle contemporanee correnti artistiche lombarde, venete, piemontesi, toscane, romane e napoletane.

Marina Deserti
Assessore alla Cultura del Comune di Bologna

+ Presentazione a cura di Gianarturo Borsari

In occasione delle prima mostra dedicata ad Alessandro Scorzoni, arrivò alla nostra Associazione un telegramma con l’augurio “AD MAIORA”.

Sono passati tre anni e questa locuzione si è rivelata di ottimo auspicio.

Oggi, 10 Novembre 2001, nella splendida cornice del Palazzo di Re Enzo, l’Associazione “Bologna per le Arti” organizza la mostra antologica dell’Artista Raffaele Faccioli.

Tutto ciò grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna nella persona della squisista e sensibile Signora Marina Deserti, alla preziosa collaborazione della Signora Cristiana Cattani Calletti, e poi, come Presidente di questa Associazione, un grazie particolare al Sig. Ugo Marco Neri.

Era da decenni che si tentava di fare una mostra di Raffaele Faccioli, ma ostacoli di natura sia oggettiva sia soggettiva ne impedivano sempre la nascita.

L’Associazione “Bologna per le Arti” è riuscita con pazienza, tenacia e molta fortuna a coagulare tutte le componenti che servono per avviare una mostra che onora la città di Bologna e coloro che l’hanno propugnata.

L’arte di Raffaele Faccioli trova il suo percorso in un verismo «generista».

Studia molto, viaggia molto, conosce e frequenta persone illustri dell’epoca ed ama in modo particolare l’arte della pittura, che sarà sempre sua fedele compagna nelle spesso tristi vicende della sua vita.

La grande originalità del Faccioli è proprio nella sua umanità.

I paesaggi, le figure, i ritratti e le scene familiari sono scrupolosamente colte in atteggiamenti sentimentali ed, oserei dire, quasi patetici.

La sua pittura riflette il carattere stesso dell’Artista, vi si odono le voci profonde della terra, vi si può intuire la vita possente degli alberi, vi si ode il sommesso vociare di contadini... Una realtà simile è più alta del sogno.

Basta osservare le sue opere per capire, sentire la presenza di un uomo, sorretto da una personalità vigorosa, sincera, che fa dell’arte una verità pura, senza volutamente tralasciare un velo di tristezza che aleggia nei quadri come aleggiò nella sua vita.

Gianarturo Borsari

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